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Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta (Sec. XVIII)

immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Facciata (apre in nuova finestra) Partendo dalla Piazza Libertà, punto d'incontro delle tre vie di comunicazione principali, che collegano Carpignano Sesia con Fara Novarese (Via Cavour), Sillavengo (Via Minoretti e Via Dante) e Ghislarengo (Via Roma), si può iniziare la visita dalla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta.
La facciata, recentemente restaurata ed arricchita sulla sommità da un'artistica croce di ferro battuto, occupa, insieme con il campanile, il lato nord della piazza.
La progettazione dell'edificio, risalente al 1710 circa, è attribuita all'architetto e stuccatore Carlo Zaninetti.
In quel periodo la decisione, già meditata da tempo, di ricostruire la chiesa medioevale di Santa Maria Assunta ricevette un decisivo impulso in seguito alla visita del Vescovo G. Battista Visconti, che durante la sua Visita Pastorale decretò l'abbattimento del vetusto edificio e la sua ricostruzione in forme e dimensioni maggiori.
Il progetto è datato 1710, ma i lavori ebbero inizio soltanto nel 1718, probabilmente anche a causa dell'incertezza della popolazione, restia ad assumersi troppo gravosi oneri finanziari e lavorativi.
L'opera giunse a compimento nel 1756, terminato il catino della cupola, mentre la consacrazione solenne avvenne il 20 giugno 1784.
L' interno è costituito da un'aula unica, fiancheggiata da quattro ambienti sormontati ciascuno da un coretto e racchiudenti le due cappelle laterali minori.
immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Vista Portone (apre in nuova finestra) Prima del presbiterio si aprono altre due cappelle laterali, intersecanti con l'aula in modo da formare una crociera coronata da una cupola semisferica.
Il coro semicircolare conclude il presbitero.
Le dimensioni della chiesa sono le seguenti: lunghezza mt. 40,35, larghezza alla navata con le cappelle mt. 15,36; la volta è alta mt. 19,50, mentre il catino (del diametro di mt. 9,60) misura mt. 27,50 in altezza.
Partendo dal lato destro, la prima cappella contiene un tabernacolo con cornice dorata, all'interno del quale è custodito il crocifisso ligneo, proveniente dall'antica chiesa parrocchiale, che viene esposto durante la Settimana Santa e che veniva in passato portato anche in processione.
La seconda cappella è dedicata al Santo patrono di Carpignano, Sant'Olivo.
L'altare, di particolare bellezza, è impreziosito da un cammeo di marmo bianco.
Sopra l'altare campeggia una tela di notevoli dimensioni, attribuita al milanese Francesco Bianchi, ed eseguita nel 1744, raffigurante il Santo martire in divisa da guerriero romano insieme con S. Carlo Borromeo, San Sebastiano e San Rocco.
immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Campanile (apre in nuova finestra) Attraverso due entrate ai lati dell'altare si può accedere allo Scurolo, ove sono custodite le reliquie di Sant' Olivo, patrono di Carpignano: alle soglie del Novecento lo scultore Alessandro Gilardi di Campertogno realizzò il simulacro ligneo di Sant'Olivo martire, che fu collocato in un'urna a cristalli posta sull'altare dello scurolo, appena edificato.
Il simulacro del Santo venne rivestito con abiti preziosamente ricamati dalle Suore Orsoline di Scopa.
Lo scurolo è aperto solo due volte l'anno, in occasione della festa del Santo - 25 aprile - e della festa patronale di Santa Croce - seconda domenica di settembre.
La cupola, costruita direttamente sul cornicione anulare, fu completata nell'anno 1756, e la decorazione pittorica del catino venne affidata ad Antonio Orgiazzi; unico affresco realizzato nel secolo XVIII, rappresenta il Trionfo della Croce, sollevata da angeli ed adorata da Sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, cui la leggenda attribuisce il ritrovamento della Santa Croce in Gerusalemme.
La parte più bassa della cupola è occupata da una finta architettura con palchi da cui si affacciano gruppi di putti e quattro finestre cuoriformi.
All'Orgiazzi si deve anche la decorazione dei quattro pennacchi degli archi sotto la cupola, con la rappresentazione delle virtù della Fede, della Purezza, della Religione e della Verginità.
immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Interno (apre in nuova finestra) Sopra il presbiterio è collocato un imponente baldacchino, in legno scolpito dorato e dipinto, sormontato da elementi floreali e da angeli, e rifinito inferiormente da un ricco festone pendente, opera dello scultore Giuseppe Zaninetti da Crevacuore (1841).
Sulle pareti a lato dell'altare maggiore sono visibili due nicchie chiuse da porticine di legno intagliato di epoca barocca, contenenti un tempo busti con reliquie di santi. Dietro l'altare maggiore è posto un coro ligneo di epoca barocca, finemente intagliato, a due ordini di sedili.
Sopra il coro si trova il dipinto dedicato all'Assunzione della Vergine Maria (mt. 3,50 x 5), opera di Lorenzo Peracino eseguita nel 1752 e recentemente restaurata.
Alle pareti dell'abside sono visibili quattro affreschi del pittore torinese Luigi Morgari (1930 - 31) : da sinistra, rappresentano Le nozze di Cana, La Madonna Immacolata preannunciata dai Profeti, La Pentecoste, La Crocifissione.
Le pareti e la volta della chiesa, fatta eccezione per la cupola, furono interamente affrescate e decorate con stucchi dal 1910 al 1935, ad opera di pittori diversi.
Sul lato sinistro della chiesa si trova la cappella dedicata alla Madonna del Rosario, attorno alla cui nicchia sono visibili i Quindici Misteri affrescati nel 1896 da Annibale Longhetti.
immagine ingrandita Chiesa Parrocchiale - Assunzione della Vergine Maria (apre in nuova finestra) Nella medesima cappella si trova un pulpito ligneo, le cui quattro colonne sono realizzate in legno di rosa. I pannelli del pulpito, in legno scolpito, raffigurano scene evangeliche.
Si trova quindi la cappella delle anime purganti, così denominata dal quadro, attribuito ormai con certezza al Peracino (1771), che le ritrae.
La tela, recentemente restaurata, raffigura la liberazione delle anime dal Purgatorio ad opera di un angelo che le presenta a Cristo giudice assiso su nubi tra i santi Gerolamo, Gregorio, Agostino, Ambrogio ed un Santo in abito monastico.
Adiacente ad essa si trova l'antico fonte battesimale, ora occupato dalla statua della Madonna di Fatima.
L'affresco sulla parete di fondo (Battesimo di Cristo), realizzato nel 1756 in concomitanza con la decorazione della cupola, è anch'esso attribuito ad Antonio Orgiazzi. Uscendo dalla chiesa si può infine ammirare il prezioso portale della stessa, di legno intagliato.


'Carpignano Sesia' a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco Tratto da:
"Carpignano Sesia"
a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco, Interlinea
Novara, 1997, tutti i diritti riservati

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