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Oratorio di San Giuseppe

immagine ingrandita San Giuseppe - Vista Frontale (apre in nuova finestra) Al termine di Via Carducci si esce dalla zona del castello; seguendo sulla sinistra Via Manzoni si giunge ad un incrocio.
Da qui si segue sulla sinistra la Via Roma, per incontrare quasi subito l'Oratorio di San Giuseppe, già cappella privata della famiglia nobile Perego - Pinzio - Lavagetto, proprietaria fra l'altro dell'adiacente edificio, che, legato dall'ultima discendente della famiglia alla Parrocchia, è oggi occupato dalla Casa di Riposo per anziani.
L'Oratorio di San Giuseppe, collocato in posizione leggermente arretrata rispetto alla strada, ha una facciata interamente affrescata con ritratti di Santi.
All'interno come pala d'altare si ammira un affresco ritraente la morte di San Giuseppe: l'Oratorio era infatti dedicato originariamente ai Santi Bartolomeo e Giuseppe agonizzante.
La cornice, anch'essa affrescata sulla parete, presenta un frontone a timpano spezzato in stile barocco.
Fra le due ali del timpano una tabella raffigura la Sacra Famiglia di Nazareth.
La composizione della scena centrale, comprendente più di una decina di personaggi, è molto ben armonicamente distribuita. La potremmo idealmente dividere in tre zone orizzontali e sovrapposte.
Nella zona centrale sono collocate le figure di San Giuseppe agonizzante in un giaciglio, affiancato da Gesù e da Maria.
Dietro il Cristo benedicente, osservano la scena i Santi Antonio da Padova e Francesco d'Assisi; dall'altro lato stanno S. Bartolomeo apostolo e un Santo sacerdote con il giglio in mano, non identificato.
Il Santo agonizzante volge lo sguardo fiducioso alla colomba dello Spirito Santo che scende su di lui ed all'Eterno Padre che assiste alla scena dalle nubi.
Queste ultime figure, unitamente ai Cherubini che le circondano, compongono la sezione più alta dell'affresco.
Nella zona più bassa della composizione sono ritratti due personaggi: il teologo Giovanni Francesco Pinzio (1575 - 1647) e, a destra, il nipote Can. Teologo Bartolomeo Pinzio (1603 - 1662), fondatore dell'Oratorio.
Questi tiene inginocchiato accanto a sè un fanciullo, del quale non si conosce nulla, ma che si può ritenere un altro discendente della famiglia Pinzio.
L'identità dei due prelati, ritratti davanti ai rispettivi Santi patroni, è rivelata da un'iscrizione posta sotto le figure.
L'autore dell'affresco è sconosciuto, ma si ritiene che sia un pittore di origine milanese o, ad ogni modo, attivo nell'area milanese, che presenta notevoli influssi spagnoli, soprattutto nei ritratti.
All'interno dell'Oratorio sono murate due lapidi di interesse storico: la prima si riferisce alla tragica morte di don Francesco Maria Pinzio, di Giulia Caterina Contessa di Ceresara e Marchesa di Maranzana sua moglie e del piccolo figlio Giuseppe.
La seconda lapide è dedicata alla memoria del N.H. Guido Perego di Maranzana, ufficiale del Regio Esercito Italiano, Commendatore Gregoriano e Cameriere di Spada e Cappa di Sua Maestà.
Come si conveniva al decoro di una cappella patrizia, il can. Pinzio vi fece apporre un piccolo organo sulla tribunetta sovrastante la porta principale; lo strumento, però, fu tolto abbastanza presto, infatti nel 1698 la Visita Pastorale di Mons.
Visconti indica la presenza di una finestra sopra la porta maggiore, dove avrebbe dovuto trovare posto l'organo.


'Carpignano Sesia' a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco Tratto da:
"Carpignano Sesia"
a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco, Interlinea
Novara, 1997, tutti i diritti riservati

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