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Oratorio Sant'Apollinare

Prima di ricongiungersi con la strada provinciale che conduce a Novara, la Via Puccini incrocia sulla sinistra la Via Sant'Apollinare, che conduce all'Oratorio omonimo.
Esso sorge sull'antica strada per Sillavengo, e ricorda un antico insediamento religioso.
Sulla facciata un'iscrizione in distici elegiaci latini racconta la storia dell'Oratorio: "Prima che genti nemiche distruggessero il tempio con mortali ferite di guerra, una vita fervida lo governò.
Un tempo vi furono ampi cenobi con chiostri decorati, lo dimostrano i segni, lo insegnano molti scritti.
Tu vieni di lontano a vedere il tempio innalzato nel nome del Santo apollineo vescovo di Ravenna. Ma, se i membri della casa dei Malosso, concordi, non mi avessero soccorso con offerte, avrei avuto morte certa.
Entra, e, supplice, le ginocchia piegate secondo l'uso, o viandante, nuovamente venera un luogo così santo". Dall'iscrizione si apprende che a Sant'Apollinare dovevano esserci delle costruzioni ospitanti una comunità religiosa di monaci o di canonici regolari.
Dovevano essere costruzioni alquanto grandi e fiorenti. Questo monastero, o canonica, fu raso al suolo unitamente all'Oratorio durante una vicenda bellica, probabilmente durante il Cinquecento.
Come testimonia l'iscrizione, l'Oratorio fu poi ricostruito grazie alle offerte generose della famiglia Malosso.
L'iscrizione parla di "segni" e di "scritti" che documenterebbero la vita della fondazione distrutta.
Quanto ai segni, si ritiene che essi consistano nelle rovine degli antichi edifici che in passato erano abbastanza imponenti; ancora oggi qualche avanzo di muratura si intravede fra i cespugli oltre la linea ferroviaria Biella - Novara che rasenta l'oratorio.
Per quanto concerne i "molti scritti", invece, risulta difficile reperire testimonianze scritte circa quest'Oratorio, poiché parte delle notizie riferite dagli studiosi a partire dalla fine del XIX secolo sono da riferirsi in realtà alla chiesa di San Pietro in castello.
Per quanto riguarda le origini dell'insediamento religioso di Sant'Apollinare, gli studiosi la ricollegano all'elezione ad Arcivescovo di Ravenna (della quale città Sant'Apollinare è protovescovo e patrono) di Guido, figlio di Guido conte di Biandrate, nel 1159.
La canonica di Sant'Apollinare pare infatti aver avuto dei legami con la vicina comunità di Biandrate: nella Visita Pastorale del vescovo Bascapè nel 1597 si riferisce la notizia che i canonici di Sant'Apollinare si trasferirono (forse dopo la distruzione della canonica ad opera di milizie svizzere, intorno al 1522) in Biandrate, e che la Collegiata di Biandrate aveva numerose proprietà intorno all'area di Sant'Apollinare.
All'interno dell'Oratorio si vedono diversi affreschi nella zona absidale.
Sopra l'altare è raffigurata la Madonna con il Bambino tra i Santi Apollinare e Giovanni Battista.
L'affresco risale probabilmente al periodo della ricostruzione (fine Cinquecento). All'interno dell'abside, sulla parete destra, si può osservare un altro affresco, risalente al Seicento, raffigurante la Madonna in trono con il Bambino e San Rocco che distribuisce il pane a due piccoli mendicanti.
All'altro lato dell'abside si trovano due affreschi che forse appartengono alla prima fabbrica dell'Oratorio e risalirebbero quindi all'inizio del Cinquecento: si tratta di una Madonna in piedi con il Bambino, sotto un padiglione damascato, e di una Santa martire con un drago ai piedi ed una devota inginocchiata. Si ha infine notizia di un altro affresco, situato ai lati della parete di fondo, lateralmente all'abside: si tratta di un'Annunciazione, non più visibile, accompagnata da iscrizioni in distici latini.


'Carpignano Sesia' a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco Tratto da:
"Carpignano Sesia"
a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco, Interlinea
Novara, 1997, tutti i diritti riservati





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