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Oratorio Sant'Agata

immagine ingrandita Sant'Agata - Vista Frontale (apre in nuova finestra) Un tempo isolato in campagna, oggi ormai completamente circondato da abitazioni ed insediamenti produttivi, sorge l'Oratorio di Sant'Agata.
Esso ingloba nelle sue strutture i resti di un oratorio molto più piccolo e più antico, di epoca probabilmente romanica.
Sul lato meridionale dell'Oratorio sono visibili i resti di un affresco quattrocentesco raffigurante San Cristoforo.
Tale Santo, patrono dei viandanti, veniva spesso raffigurato presso la porta delle chiese: infatti anche qui, accanto all'affresco, si individuano nella muratura della chiesa gli stipiti in mattone di una porta poi murata.
E' da notare come sulla striscia rossastra che funge da cornice all'affresco siano graffite le date 1762, 1761, 1476, 1577, 149..., incise forse dai viandanti che passavano il vicino guado del fiume Sesia.
Alla fine del cinquecento l'Oratorio era in rovina, e venne restaurato dopo il 1663 : negli atti vescovili del 1681 l'Oratorio è descritto ad una sola navata, con soffitto di legno, ma già sfondato in alcuni punti.
Dopo un altro periodo di trascuratezza l'Oratorio venne nuovamente restaurato nel 1791, con la costruzione della nuova abside, l'innalzamento della chiesa e la realizzazione delle volte.
In conseguenza di questo restauro, la chiesa di Sant'Agata acquistò l'aspetto attuale.
Nel 1796 il pittore Luigi Arcardini di Nibbiola affrescò sull'altare il Crocifisso con Sant'Agata e Sant'Anastasia. La data del restauro (1791) è scritta anche sulla facciata, al culmine del timpano, sopra una finestrella cuoriforme; più in basso è ripetuta in questo modo: MDCCLXXXXI.
La piccola sacrestia, di recente costruzione, risale alla prima metà dell'Ottocento.
La storia dell'Oratorio di Sant'Agata è legata strettamente alla pestilenza del 1630: il terreno attorno all'Oratorio fu infatti utilizzato come lazzaretto e cimitero per i contagiati.
Nel periodo tra l'estate 1630 e il settembre 1631 furono 336 le vittime della peste, molte delle quali sepolte "ad Sanctam Agatham".
In memoria dei defunti, venne eretta una croce presso l'Oratorio.
Ancora nel 1854, in occasione dell'epidemia di colera, l'Oratorio fu adibito a lazzaretto; anche successivamente l'Oratorio mantenne tale destinazione, anche se non fu più effettivamente utilizzato.
Il portico costruito a ridosso della chiesa per tale eventualità venne abbattuto nel 1909.


'Carpignano Sesia' a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco Tratto da:
"Carpignano Sesia"
a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco, Interlinea
Novara, 1997, tutti i diritti riservati

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