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Itinerari Naturalistici - Le Fontane

Nei boschi carpignanesi sono presenti numerose fontane.
immagine ingrandita Fontana del Bosco dei Lupi (Ft. A. Rinaldi) (apre in nuova finestra) Alcune di esse ebbero origine e nome dal letto di antichi rami abbandonati della Sesia, come le fontane Valsalice, Ramo della Cavalla, Sibla (molto frequentata nel periodo estivo), Perego e del Bosco dei Lupi.
A una certa distanza dal fiume troviamo altre sorgenti tutte di modesta portata idrica, a parte quella della Paltana; ricordiamo quelle nascenti presso la cascina Tre Confini, del Bosco di San Michele e della Panigà, nonché la fontana della regione Praizzoli.
Negli ultimi anni del secolo scorso il nostro Comune, in seguito all'impulso dato dal sindaco Giuseppe Badini Nasi, intraprese l'opera di sistemazione delle fontane comunali.
Furono eseguiti lavori di scavo alle teste di queste sorgenti per la formazione di nuovi canali irrigui, al fine di uno sfruttamento idrico più razionale.
Le fontane interessate a questa sistemazione erano: Valsalice, Cavalla, Sibla, Monfossato, Avetto (l'attuale laghetto pescatori), Quara, Bonda Piccola chiamata anche Arblin (è da parecchi anni completamente prosciugata).
Queste opere permisero l'irrigazione perenne dei prati comunali e privati situati lungo il loro corso e l'uso di un nuovo lavatoio pubblico, posto più vicino al paese, ancora oggi in funzione presso l'arca della fiera.
Fu pure realizzata una condotta d'acqua nell'abitato per l'estinzione degli incendi, per lo scioglimento delle nevi e per la nettezza delle vie; essa aveva origine a un centinaio di metri circa dalla congiunzione della fontana Cavalla con la Valsalice; dove venne costruito un piccolo edificio (ancora visibile) con due distinte camere: una serviva da deposito per le materie terrose, l'altra come camera di carico, dove l'acqua si immetteva in una condotta formata da tubi di cemento dal diametro di 20 centimetri.
La condotta scorreva poi lungo la strada comunale che portava a Lenta, entrava in paese attraverso le aie comunali (ora via Boccaccio), passava sotto la roggia Busca, interessava via Ricasoli (già Maggialino), dove era collocata una saracinesca; proseguiva per le vie centrali del paese, dove furono collocate numerose bocche antincendio e fontanelle aperte, molto utili in periodi di siccità.
immagine ingrandita Roggia Busca (apre in nuova finestra) Questa condotta rimase attiva fino a pochi decenni fa, fu poi progressivamente abbandonata con la realizzazione della rete dell'acquedotto comunale e a causa del prosciugamento quasi totale delle fontane che l'alimentavano.
Nel 1915 il Comune di Carpignano vende la Fontana del Bosco dei Lupi alla nobile casa Perego, che più tardi ne migliorerà la sua portata idrica per l'irrigazione di sue proprietà terriere presso le cascine Valtoppina e Casera.
In tempi recenti la fontana è tornata di proprietà comunale.
Questa fontana ha origine, sul territorio di Ghislarengo, nel ghiaieto boschivo denominato Bonda Grande, tra la scarpata sud della strada provinciale Carpignano - Ghislarengo e il ponte sul fiume Sesia.
Dopo un breve tratto prosegue sul territorio di Carpignano, dove riceve le acque di un'altra fontana, un tempo denominata Fontana del Bosco dei Lupi Piccoli; in seguito, passando tramite un sifone sotto lo scaricatore della roggia Biraga, si porta in territorio di Sillavengo.
Attualmente la prima fontana è indicata come Fontana Perego, mentre la seconda Fontana dei Lupi.
Sempre alla fine del secolo scorso il nostro territorio, essendo così ricco di risorse acquifere pure, fu scelto per la realizzazione delle fonti dell'acquedotto della città di Novara.
Il prelievo d'acqua venne realizzato mediante opera di presa nelle località Maione, Carrera e Panigà; qui vi è ancora una prima camera di raccolta delle acque che proseguono sino a Novara mediante condutture sotterranee.
immagine ingrandita Fontana Scimbla (Ft. A. Rinaldi) (apre in nuova finestra) Ancora oggi questo prelievo d'acqua è utilizzato per sussidiare l'acquedotto comunale del capoluogo; la purezza di queste acque, come del resto di quelle dei nostri fontanili, è rimasta ancora buona, in contrasto con quelle del vicino fiume Sesia, spesso inquinate.
Questi fontanili, purtroppo, in questi ultimi anni, vanno soggetti a lunghi periodi di scarsità d'acqua poiché l'avvenuta diminuzione della portata idrica del Sesia (vedi prelievi di acque molto consistenti da parte delle rogge ecc.) e l'abbassamento di oltre due metri dei fondo alveo, causato in passato dall'estrazione massiccia di materiale inerte, hanno inciso fortemente sul sistema idrologico facendo di conseguenza scendere il livello della falda freatica sotterranea a danno dei fontanili (posti più a nord) e del loro potenziale naturalistico.
Sono comunque presenti molte varietà di piante acquatiche e di svariate specie d'insetti, tra cui l'odiata zanzara, la notonetta, il gerride, ossia il noto Campè dl'ava e alcune variopinte libellule.
Sono pure rintracciabili bisce del collare e tra gli anfibi rane, raganelle e l'ormai raro rospo comune.
Altre specie, un tempo comuni e ora divenute molto rare, sono la testuggine palustre e il delicato gambero di fiume, vittima quest'ultimo dell'azione di alcuni parassiti e della cattura a fine culinario.


'Carpignano Sesia' a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco Tratto da:
"Carpignano Sesia"
a cura dell'Associazione Turistica Pro Loco, Interlinea
Novara, 1997, tutti i diritti riservati

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