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Caratteristiche generali dell'aera

immagine ingrandita Bosco della Vallera - Cartina (apre in nuova finestra) Il Bosco della Vallera è il regno della Farnia, la quercia simbolo dell'antica selva padana. La Farnia non è comunque l'unica essenza importante di questo bosco: a farle compagnia ci sono quasi tutte le specie che costituivano l'antico bosco planiziale, dal Tiglio cordato al Frassino, all'Olmo campestre, purtroppo falcidiato dalla graziosi, malattia trasmessa da un fungo.
Di più modeste dimensioni sono il Carpino, il Ciliegio selvatico e il Pioppo bianco. Quest'ultimo, non molto frequente, pare non essere spontaneo di questi luoghi, ma relitto di antichi vigneti abbandonati, dove serviva a sostenere la vite. Oltre ai cespugliosi corniolo (che con i suoi fiori gialli è il primo a fiorire in primavera), nocciolo, gisilostio e alla rampicante edera, troviamo distribuiti in modo sporadico la ginestra spinosa e il ginepro comune, arbusti tipici dei boschi radi e asciutti.
L'uomo ha poi provveduto a introdurre specie come il castagno, che non faceva parte della fitocenosi del bosco planiziale, ma che era importante per l'economia rurale, considerata l'utilità del suo prezioso frutto. L'albero è ben presente nel Bosco della Vallera.
Gli arbusti marginali del bosco mostrano una notevole eterogeneità di specie, raggruppate in associazioni rinvenibili in pochi altri luoghi di pianura. Tra questi il Prugnolo, lo Spincervino, la Frangola, il Viburno, la Berretta da prete, la Rosa canina, il Crespino, il Sanguinello e il Biancospino, spesso avvolti dal rovo e dalle rampicanti Lonicera del giappone e Vitalba.


Tratto da:
"L'ambiente naturale lungo il corso medio del fiume Sesia"
Edito dal WWF Gruppo locale di Carpignano Sesia e
dal Comune di Carpignano Sesia
1998


Come raggiungere l'area

A Carpignano si imbocca Via Pietro Micca (la strada che parte dal parco della Baraggia, famoso per la storica locomotiva lì parcheggiata).
Si prosegue verso nord costeggiando per un tratto la roggia Busca; alle ultime case dell'abitato si incontra un primo bivio: si continua sempre diritto, oltrepassando il canale diramatore e i ruderi di villa Ajmone.
Al successivo bivio si prende a sinistra e si prosegue sempre diritto, ignorando la deviazione per il Parco della Fontana (Scimbla), sino a giungere a un trivio.
Si imbocca la strada più a destra, lasciando sulla sinistra la strada che porta alla discarica comunale e la strada che porta all'argine del Sesia, attraversando boschi cedui e alcuni coltivi in abbandono.
Al successivo bivio si prende a destra e dopo un lungo rettilineo si gira a sinistra in una stradina che attraversa tra il bosco della Vallera (frassini, farnie, robinie e qualche raro carpino) per arrivare dopo circa 200 metri all'argine del fiume Sesia.


Specie osservabili

Questo habitat forestale vetusto, unito ai popolamenti erboso-cespugliosi di radura, che si trovano nelle immediate vicinanze del bosco, creano una diversificazione vegetazionale molto appetibile per l'avifauna, ospitando una importante schiera di uccelli, che comprende specie tra le più rarefatte e localizzate della nostra pianura.
Ad esempio i querceti vetusti misti a tiglio, castagni e ontani neri albergano una vasta gamma di uccelli forestali, tipici dei boschi di caducifoglie che hanno raggiunto il climax, cioè una condizione di stabilità. Troviamo Allocco (Strix aluco), Capinera (Sylvia atricapilla), Cincia bigia (Parus palustris), Cinciarella (Parus caeruleus), Colombaccio (Columba palumbus), Fringuello (Fringilla coelebs), Ghiandaia (Garrulus glandarius), Luì piccolo (Phylloscopus collybita), Picchio rosso maggiore (Picoides major), Picchio rosso minore (Picoides minor), poiana (Buteo buteo), Rigogolo (Oriolus oriolus). Tra queste, Luì piccolo e Fringuello raggiungono in tale località i loro limiti minimi altitudinali come nidificanti in provincia di Novara, mentre Cincia bigia, Cinciarella, Picchio rosso minore, Poiana e Rigogolo, si fanno sempre più rari in pianura per la mancanza di vecchi boschi.

Nei saliceti, nei boschi di robinia e nelle fasce boschive cotonali vivono uccelli che amano i boschi ariosi a contatto con le radure, dove spesso si trasferiscono a terra per cercare il cibo. Sono: Canapino (Hippolais poliglotta), Cinciallegra (Parus major), Codibugnolo (Aegithalos caudatus), Cuculo (Cuculus canorus), Gufo comune (Asio otus), Lodolaio (Falco subbuteo), Merlo (Turdus merula), Picchio verde (Picus viridis), Tortora (Streptopelia turtur), Zigolo giallo (Emberiza citrinella).
Nelle vaste aride radure erbose, ricche di macchie di spinosi arbusteti, si rinvengono specie steppicole legate agli ambienti aperti.

Le più significative sono l'Allodola (Alauda arvensis), l'Averla piccola (Lanius collurio), il Cardellino (Carduelis carduelis), la Cornacchia (Corvus corone cornix), il Gheppio (Falco tinnunculus), la Sterpazzola (Sylvia communis), il Torcicollo (Jinx torquilla), il Verdone (Carduelis chloris).

A stretto contatto delle acque del fiume Sesia nidificano sulle ampie distese di ghiaia prospicienti le località boschive in esame la Ballerina bianca (Motacilla alba), il Corriere piccolo (Charadrius dubius), il Fraticello (Sterna albifrons) e la Rondine di mare (Sterna hirundo). Proprio di fronte il Bosco dei Preti un'isola sabbiosa ospita la colonia di Rondine di mare più fiorente della pianura novaro-vercellese, con una quindicina di coppie nidificanti (1996 e 1997).

Non solo durante la stagione riproduttiva gli uccelli colonizzano il comprensorio forestale di Carpignano Sesia. Anche in inverno si possono contattare svariate specie giunte qui dal Nord Europa o dalle Alpi a svernare.
Ricordo la Beccaccia (Scolopax rusticola), la Cesena (Turdus pilaris), il Lucherino (Carduelis spinus), il Migliarino di palude (Emberiza schoenichlus), la Passera scopaiola (Prunella modularis), il Pettirosso (Erithacus rubecula), la Peppola (Fringilla montifringilla), il Regolo (Regulus regulus), lo Sparviere (Accipiter nisus), lo Scricciolo (Troglodytes troglodytes), il Tordo sassello (Turdus iliacus), il Verzellino (Serinus serinus), lo Zigolo muciatto (Emberiza cia).

Il fiume Sesia rappresenta un'importante via naturale seguita da un nutrito numero di uccelli migratori. Così nell'ambiente di golena tra Carpignano e Ghislarengo si concentrano in autunno ed in primavera molte specie che fanno scalo per rifocillarsi.
Svariate anatre di superficie come Alzavola (Anas crecca), Codone (Anas acuta), Fischione (Anas penelope), Germano reale (Anas platyrhynchos) e Marzaiola (Anas querquedula); anche Moriglioni (Aythya ferina), Svassi piccoli (Podiceps nigricollis), Tuffetti (Podiceps ruficollis) e Cormorani (Phalacrocorax carbo). L'asta fluviale attira anche rapaci come: Falco pescatore (Pandion pandion), Falco di palude (Circus aeruginosus), Nibbio bruno (Milvus migrans), ma soprattutto Falchi cuculi (Falco espertinus), abbondanti in maggio (non è raro vederne anche venti insieme, cacciare insetti a pelo d'acqua).
I boschi accolgono migratori artici e mitteleuropei come Luì grosso (Phylloscopus trochilus) e Balie nere (Ficedula hypoleuca), ma anche migratori alpini come il Fiorrancino (Regulus ignicapillus).


Tratto da:
"L'ambiente naturale lungo il corso medio del fiume Sesia"
Edito dal WWF Gruppo locale di Carpignano Sesia e
dal Comune di Carpignano Sesia
1998

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